Lo studio offre la propria assistenza per la redazione di ricorsi al fine di ottenere la riparazione economica per aver subito una ingiusta detenzione, nonché per tutta la connessa fase di giudizio che si dovesse incardinare a seguito della presentazione di tale istanza.
Si tratta di un’attività processuale particolarmente articolata e complessa, rivolta a chi, imputato – in un processo penale – sia prosciolto con sentenza di assoluzione in via definitiva – cioè quando la sentenza è divenuta irrevocabile – per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato, perché il fatto non è previsto dalla legge come reato, in caso di non luogo a procedere e di archiviazione, ed abbia scontato custodia cautelare in carcere o arresti domiciliari (prima del processo e della condanna)
La persona che ha subito il processo è quindi riconosciuta in via definitiva innocente e la custodia cautelare ingiustamente patita merita una forma di “riparazione” economica da parte dello Stato.
L’importo massimo che può essere concesso a titolo di indennizzo (dunque in via equitativa dal giudice) è di € 516.456,90, e la domanda di riparazione, redatta con competenza dal nostro studio, viene presentata dinanzi alla Corte di Appello del distretto in cui è stata pronunciata la sentenza – entro due anni dal passaggio in giudicato della sentenza (da quando cioè non è impugnabile). Occorre però dimostrare che la custodia cautelare è stata applicata illegittimamente, senza che le condizioni di applicabilità previste dalla legge.
Coloro che sono stati licenziati dal posto di lavoro a causa della custodia cautelare, hanno diritto di essere reintegrati, mentre in caso di decesso, l’istanza può essere avanzata dal coniuge, dai discendenti e dagli ascendenti, dai fratelli/sorelle, dagli affini entro il 1° grado e da persone legate da vincoli di adozione con quella deceduta.
L’autorizzazione al pagamento è rilasciata dal Ministero delle finanze, dopo l’acquisizione della necessaria documentazione e la procedura varia a seconda dell’importo dell’indennizzo e delle modalità di pagamento prescelte. Il pagamento avviene generalmente con accredito in conto corrente bancario; in conto corrente postale; con vaglia cambiario della Banca d’Italia, non trasferibile, intestato al creditore medesimo.
REQUISITI PER OTTENERE L’INDENNIZZO
- CARCERAZIONE PREVENTIVA INGIUSTA
- PROCESSO PENALE
- SENTENZA DI ASSOLUZIONE DEFINITIVA
- PRESENTAZIONE DOMANDA ENTRO DUE ANNI DAL PASSAGGIO IN GIUDICATO DELLA SENTENZA
- ISTANZA PERSONALE O A MEZZO DI PROCURATORE SPECIALE
- RIPARAZIONE ECONOMICA IN FORMA DI INDENNIZZO
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